
L'uomo senza età - Castello di Episcopia, Resta (dettaglio)
Tecnica mista tessile · 2026 · 70 x 100 cm
L’uomo senza età - Castello di Episcopia, Resta nasce da un’opera che avevo realizzato quasi vuota. Era essenziale, ridotta a un piccolo segno sospeso nello spazio. Quando l’ho realizzato, quasi tutti mi facevano la stessa domanda… “Cosa rappresenta?” E io rispondevo sempre: “Guardalo. Dimmi tu cosa ci vedi.” Chi ci vedeva un palloncino. Chi un fiore. Chi un buco. Ai miei figli e a mio marito dissi: “Prima ditemi voi cosa vedete, poi vi dirò cosa rappresenta per me”. E a loro dissi che poteva rappresentare la nostra famiglia. Era nato quasi come una provocazione, anche se il significato io l’avevo già trovato. Ma questo non è il mio modo di fare arte. Non mi piace creare qualcosa senza un significato preciso e aspettare che siano gli altri a trovarlo. Io ho bisogno di raccontare una storia. Di parlare di persone, luoghi, emozioni e ricordi. Di dare forma a qualcosa che porto dentro. Di luoghi che non abiti più ma che continuano ad abitarti. Eppure Resta continua a essere anche la mia realtà di oggi. Perché oggi la mia vita è qui. Nella mia famiglia. Nei legami che ho costruito. Nelle persone che amo. Non toglierò nulla di quel significato. Ma dentro quel piccolo segno c’è anche un’altra storia. Per questo oggi diventa il Castello di Episcopia. Un luogo che per me significa famiglia, persone importanti, amicizie, errori, risate e momenti che non possono tornare uguali a prima, ma che continuano a vivere dentro. Un luogo che custodisce una parte della mia vita. Quando realizzo un’opera mia, ascolto quasi sempre una canzone che riesca a esprimere ciò che sto pensando mentre ci lavoro. Per questo ho scelto Uomo senza età. A quel paese che continua a occupare un posto speciale nel mio cuore. A ciò che il tempo ha cambiato. A ciò che non è più come allora. Ma anche alla fortuna di averlo vissuto. Non sento soltanto nostalgia di qualcosa che non c’è più. Sento gratitudine per ciò che è stato. E quando quella nostalgia incontra la realtà, trova anche la serenità di sapere che la vita mi ha portato altrove, in un posto dove sto bene. Forse crescere è proprio questo. Portare con sé ciò che resta, senza smettere di andare avanti. E così, da quel piccolo segno sospeso nel vuoto, nasce L’uomo senza età - Castello di Episcopia. Perché alcuni luoghi non smettono mai di essere casa. Forse vi starete chiedendo perché proprio il Castello di Episcopia. Perché è lì da sempre. Ha visto passare generazioni, storie, incontri e addii. Il tempo ha lasciato i suoi segni. In alcuni punti è un po’ rovinato. Eppure continua ad avere qualcosa di speciale. Continua a essere bello. Continua a essere lì. Forse è questo che mi fa pensare a un uomo senza età. Perché, nonostante il tempo che passa, alcune cose restano. Cambiano forma. Portano i segni degli anni. Ma continuano a custodire ciò che sono state. E in fondo, questa è anche la storia che vi ho appena raccontato.
